Agenzia PC Infortuni | QUANTO CONTA L’IMMAGINE PER UNA GIOVANE MODELLA? LA CASSAZIONE OFFRE UNO SPUNTO INTERESSANTE IN TEMA
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QUANTO CONTA L’IMMAGINE PER UNA GIOVANE MODELLA? LA CASSAZIONE OFFRE UNO SPUNTO INTERESSANTE IN TEMA

QUANTO CONTA L’IMMAGINE PER UNA GIOVANE MODELLA? LA CASSAZIONE OFFRE UNO SPUNTO INTERESSANTE IN TEMA

La chance non è una mera aspettativa di fatto, bensì deve tradursi nella concreta ed effettiva possibilità di conseguire un determinato risultato (nella specie, la possibilità della danneggiata di affermarsi nella carriera di modella) o un certo bene giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione, e la sua perdita configura un danno concreto ed attuale commisurato alla possibilità perduta del risultato sperato.
Pertanto, la prova del danno da perdita di chance si sostanzia:
- nella dimostrazione della esistenza e della apprezzabile consistenza di tale possibilità perduta, da valutarsi non in termini di certezza, ma di apprezzabile probabilità - nel caso di specie, in termini di affermazione economica o nel mondo del lavoro nel campo prescelto - prova che può essere data con ogni mezzo, e quindi anche a mezzo di presunzioni;
- nell'accertamento del nesso causale tra la condotta colpevole e l'evento di danno - nella specie, le possibilità lavorative perdute a causa delle condizioni fisiche permanenti, estetiche e funzionali, della persona della danneggiata, con recisione delle concrete possibilità di affermazione nel campo prescelto. Di tal che il nesso tra condotta ed evento si caratterizza, nel territorio della perdita di chance, per la sua sostanziale certezza eziologica (i. e., dovrà risultare causalmente certo che, alla condotta colpevole, sia conseguita la perdita di quella migliore possibilità), mentre l'incertezza si colloca esclusivamente sul piano eventistico (è incerto, in altri termini, che, anche in assenza della condotta colpevole, la migliore possibilità si sarebbe comunque realizzata).

Per le modelle l’aspetto fisico è tutto: devono avere una cura del proprio corpo maniacale e fanno della loro immagine il punto di forza delle rispettive relazioni lavorative.

Cosa potrebbe accadere, allora, se dovessero sottoporsi ad un intervento chirurgico con esito infausto? Lo chiarisce la Cassazione civile, sez. III, con ordinanza del 5 settembre 2023, n. 25910. In questo caso, infatti, in seguito ad una mastectomia avvenuta con esiti anomali, una giovane ragazza ricorre in giudizio, chiedendo il risarcimento dei danni, in particolare del danno morale e esistenziale, unitamente alla perdita di chance, in considerazione dell’incidenza della devastazione fisica non solo sulle sue condizioni fisiche e psicologiche ma sui suoi rapporti sociali e lavorativi, essendo lei una ragazza immagine.

I giudici di legittimità, infatti, hanno affermato che «un rilevante pregiudizio estetico e funzionale con deturpazione permanente del seno, in una giovane donna, può risultare elemento rilevante, in via presuntiva, ai fini dell’affermazione del danno morale, idoneo cioè a determinare una apprezzabile compromissione dell’equilibrio emotivo-affettivo del soggetto»